Il DVD allegato
È finalmente disponibile il DVD di "Io Doppio! - L'importante è la salute", che potrete trovare in allegato alla rivista il Nido del Cuculo al prezzo complessivo di EUR 12,90.
Il DVD contiene gli spezzoni di film doppiati in livornesaccio che hanno fatto parte dello spettacolo omonimo di quest'estate, più alcuni inediti, e le introduzioni critiche dell'autore Paolino Ruffini.
Potrete acquistare la rivista e il DVD, oltre a tutto il merchandising del Nido del Cuculo, nel nostro nuovo ufficio in Piazzale XI Maggio 4 a Livorno, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.
Segnaliamo inoltre altri punti vendita in Toscana presso cui potrete trovare rivista e DVD:
- A Firenze: Libreria Edison (Piazza della Repubblica)
- Ad Arezzo: Libreria Mondadori (Corso Italia 153)
- A Siena: Libreria Mondadori (Piazza Gramsci, 22)
- A Poggibonsi: Libreria Mondadori (Via Trento, 15)
Potete comunque ordinare rivista e DVD nel nostro NidoShop.
La storia di "Io? Doppio!" qualcuno la conosce.
Abbiamo già detto di mixerini da matrimonio e microfoni da 7 mila lire; si è già parlato della mia formazione umoristica, fatta da overdose di Riccardo Pangallo e consumo incontrollabile di vhs trash doppiati di merda. Dialoghi orrendi, soprattutto per il genere horror (che sarebbe divenuto il nostro must), che funzionavano sempre. Se il cinema è emozione, la paura è una delle più forti e quindi l'horror è il genere supremo. Laddove fallisce con dialoghi risibili e recitazione assurda, ci si diverte a bestia a denigrarlo. Ma questo è il cinema, in generale.
Il discorso è che lo spettatore medio nei film ci crede troppo.
Noi con "Io? Doppio!" abbiamo voluto diminuire questa credibilità. Abbiamo voluto sdrammatizzare, smitizzare. Perché al cinema si dovrebbe essere emozionati e coinvolti sì, ma sempre consci della favola, del disincanto, della magia (quella che Méliès conosceva bene e contrapponeva alla fredda tecnicità dei fratelli Lumière divenuti famosi come gli inventori della settima arte).
Invece "L'esorcista" provocò infarti; "Guerre Stellari" è diventato quasi un fenomeno di fanatismo religioso con lesionati accampati da giorni davanti ai cinema per attendere la nuova uscita del 'sonasegaquale' capitolo della saga; a distanza di 50 anni ci sono ancora approfondimenti giornalistici su Marilyn; i cartoni animati sembrano veri davvero (tutti i disegnatori al mondo hanno sostituito la matita calda e mordicchiata, al mouse sudato e freddo); "Rocky IV" è stato uno spot reaganiano di alto livello.
Nei nostri spezzoni i film sono liberi.
Liberi di essere l'oggetto che sono; lontani da copertine di settimanali che riaprono il caso dell'eutanasia dopo "Million Dollar Baby", lontani dalle discussioni sulla pena di morte che Schwarzenegger alias Conan il Barbaro (è proprio il caso di dirlo) ha scatenato. Per noi Schwarzenegger fa ridere come uno dei Fichi D'India. Decontestualizzando si restituisce al linguaggio del cinema la giusta valenza: l'effetto di straniamento accentua l'inquadratura, la mimica della recitazione, l'essenza stessa della pellicola; risultando a volte divertente, a volte oltraggiosa, ma comunque e sempre 'oltre'. Oltre il bellone di turno, oltre l'ultramiliardaria strafatta che interpreta quel ruolo da 'poster in camera'; oltre il commento critico continuo e sterile.
Perché chi vede un nostro doppiaggio ha voglia di riscoprire l'originale, ha voglia di capire cosa succedeva per davvero. (Mi piacerebbe trovare altre parole, meno marzulliane, per dire che) Lo spettatore di "Io? Doppio!" ha voglia di capire qual era la falsità vera, quella di partenza. Una volta effettuata questa operazione vi renderete conto che, in fondo in fondo, una situazione da noi creata, è talvolta più credibile di quella concepita dagli sceneggiatori originali.
Il perché sta nell'improvvisazione.
Nella non costruzione di uno scenario, nella non scelta degli attori, dell'inquadratura, del movimento di macchina. Noi ci troviamo a commentare scene precostruite e ci lasciamo andare alle suggestioni che ci provocano, restituendo allo stesso film una nuova dignità, altrettanto vera e altrettanto comoda: è quasi un 'iperrealismo'. Lasciamo che il nostro vissuto quotidiano e le nostre problematiche provinciali interagiscano con il mondo d'oro di Hollywood. E si arriva, nemmeno con troppa audacia pindarica (anzi, con una buona dose di verosimiglianza), a dare un significato vero e reale a John Wayne, anche solo perché gli gira il cazzo a pagà le multe, come tutti noi; a Darth Vader anche solo perché l'hanno sgamato senza casco; a Clint Eastwood perché gli puzzano i piedi dopo essere stato in palestra. E il vero paradosso è che tutta questa verità sgorga fluente e anarchica da un'arte che mente 24 volte al secondo.
Ma "Io? Doppio!" è anche uno show.
Un varietà volgare ed interattivo in cui il presentatore tratta in modo sboccato e volgare il pubblico che si esibisce in improbabili performance cinematografiche di varia natura. Ed è così che lo show scatena anche un effetto catartico derivato dall'interpretazione 'poetica', in senso etimologico, di quello che l'improvviso protagonista ha fatto (suggerendo una lettura che prevede la privazione da qualsiasi tipo di inibizione e falso moralismo), e nel grande applauso che ne deriva.
C'è un presentatore "stronzo", lo stesso autore Paolino Ruffini, ma c'è anche una vasta tipologia di pubblico. Lo show si rinnova automaticamente e crede in un valore di aggregazione e di socialità che (seppur sostenuto anche da stronzate scollacciate) è sintomo di un tipo di cultura che molto spesso manca nelle nostre sale: quell'aspetto sincero, verace e popolare, lontano da ogni elitarismo classista. Inoltre si vorrebbe recuperare una pratica tesa a restituire al teatro il suo lato di mass-media, quella straordinaria comunicazione clownesca che è la risata, scaturita dalla "tattica" più efficace.
L'obiettivo? Divertire, divertendosi, convinti che tutto lo spettacolo sia una 'trasmissione' e che non si possa, chiaramente, trasmettere qualcosa che non si ha e si arriva a sperare che talvolta, persino il divertimento istintivo provocato dalla 'volgarità', possa divenire addirittura un evento culturale.
La rivista il Nido del Cuculo e il DVD "Io Doppio! - L'importante è la salute" sono prodotti da Non c'è 2 senza tr3sh SrL.
