Realtà? Verità? Il Budello di su mà.
Introduzione sul mondo dei reality.
I reality. Quanti ce ne sono?
Ce n’è una valanga.
Carmen Russo ha vinto L'Isola dei famosi spagnola. Boia.
Ora c’è Reality Circus con la Marini che gioca a briscola con un’altra foca.
Poi c’è Wild West con dei vip che devono portà montoni in colonia alle montagne.
Vip che non conosce nessuno. Trasmissioni che non si capisce bene ‘perché’ e ‘per come’.
Poi su Sky ce n’è un fottìo. Sky Vivo è pieno, FX uguale. Ieri sera ho visto Totally Busted dove ci sono degli sfigati che vanno in un locale frequentato da troioni allucinanti che si strusciano addosso a loro chiedendogli di dirgli maialate e chiedendogli di toccargli le puppe. Poi a un certo punto si alzano tre portoricani enormi che dicono di essere della Digos (cioè, in America ‘un credo che esista la Digos, dev’essere una deformazione da organizzatore di okkupazioni scolastiche, comunque avete capito cosa intendo) e gli fanno un culo così. I poveracci (erano quasi tutti di colore) si caano addosso, e solo alla fine quando li stanno per arrestare gli dicono che sono in un reality.
Com’era bello Il pranzo è servito…
Sempre su Sky puoi trovare The Swan: gara di bellezza dopo operazioni di chirurgia plastica; Extreme Makeover che è sempre una ‘osa che ha a che fare con la chirurgia plastica o Fear Factor dove si gioca a coppie o singoli e si vincono 50 mila euro a puntata a chi supera le sfide tipo La Talpa, ma peggio a bestia: tipo mangiare vermi, scarafaggi, frullati fatti di viscere di animali, portare topi morti, stare appesi a testa in giù su un elicottero che ti mette con la testa sott'acqua.
Come diceva Sherlock Holmes: eliminato l’impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev’essere la verità.
Infatti guardando i reality ci si chiede se è tutto vero, se quegli pseudovip sono d’accordo con gli autori come negli incontri di wrestling.
La risposta, per lo più, è no.
Quello che si vede è la nuda veritas. Conosco persone che hanno collaborato a reality tipo C’è posta per te e Amici e vi garantisco che è tutto vero.
A volte sarebbe da pensare “è vero o no? M’importa una sega: è divertente. E poi in tv non è vero neanche il telegiornale…”
A meno che non si pensi che la verità è la realtà degli avvenimenti, e se vediamo una cosa accedere in tv, allora dobbiamo credere che sia vera.
Mah. Comunque conosco per certo anche l’autenticità di un altro show. Il Grande Fratello è tutto vero. Il che è quasi più da stronzi perché sarebbe forse meglio scrivere un copione, preparare, condire e allestire dagli ottimi autori che lo firmano un bel canovaccio, a costo di prendere per il culo anche la gente a casa. Invece loro mettono un razzista omofobo e un finocchio nella stessa casa e poi li osservano come tarponcini da laboratorio. È chiaro che poi scoppia un bottino…
Una verità allucinante che verità è?
È la verità fatta di patologie che fior fior di dottori e psicologi tentano di definire.
Secondo il dott. Rosario Sorrentino, membro dell'Accademia Americana di Neurologia, alcuni reality show tendono a ridurre l'autostima dei giovani e a causare in loro un senso di insicurezza, improvvisi cambiamenti di umore e dei comportamenti alimentari. Sorrentino dice che questi possano condurre ragazzi e ragazze all'anoressia o alla bulimia, aumentando, inoltre, la loro aggressività e spingendoli ad abusare di alcol e droghe.
Secondo la dott.ssa Maria Rosa Greco, psicologo clinico e psicoterapeuta della Gestalt, l'identificazione col reality show rischia di far perdere il contatto con la vita reale.
La vita reale dunque qual è? Tra poco sarà più reale la quotidianità televisiva della nostra. Il concetto di normalità dilaga e si tinge di nuove follie. Mi dicono che Uomini e donne è un reality e vedo Costantino indicato come uno normale, che è andato lì, che ha detto “Sono normale, sono reale” e l’hanno preso.
Poi ha cominciato a fare un po’ il macho, un po’ il duro e tutte le fie li vanno dietro.
Allora magari anch’io posso pensare che facendo così potrei averci un vagone di topa. Perché voglio dire “sono normale anch’io, sono vero anch’io…”. Oltretutto Costantino diventa mito, e allora se una volta i miti erano Marlon Brando (che aveva il talento di essere un grande attore), Ayrton Senna (che aveva il talento di essere un grande pilota), Mick Jagger (che aveva il talento di essere un grande cantante), ora è Costantino, che ha il talento di essere normale, di essere vero e quindi di poter facilmente ottenere camionate di topa.
Icone che servono a far immedesimare il pubblico.
Realtà che servono a far sì che la realtà dello spettatore collimi con quella rappresentata nell’elettrodomestico catodico (da sempre il mass media più apparentemente vicino e reale di sempre).
Ma come diceva Einaudi, la verità esiste anche per essere negata e per chi può contraddirla con argomentazioni soddisfacenti, per chi urla “NON è vero!!!”.
Dunque Warhol ipotizzava i quindici minuti di gloria per tutti. Ora tutti hanno il talento di essere reali.
Boh, non mi torna il discorso…
Che poi Costantino è anche simpatico, cioè.
Secondo me è anche ganzo.
Ma la meglio di tutti è Maria.
Lei è veramente un genio.
Io ho seguito tutto Amici e mi sono commosso come un fesso quando ha vinto Ivan.
E poi quest’anno Unan1mous: meraviglioso. Un milione e mezzo di euro al bunkerato che sarà designato all’unanimità dagli altri bunkerati. Bellissimo cast, bellissima conduzione: una finezza nella messa in scena, nella scelta della canzone. Un reality d’essai (infatti è andato malissimo).
Ma prendiamo altri casi: ora su Fox Tv c’è Who’s your daddy? Otto uomini. Centomila dollari in palio. Ogni uomo deve convincere la donna di essere il padre effettivo del bambino che ha adottato. Se la donna indovina il padre vero vince. Se la donna sceglie il padre che non ci combina una sega ma che è stato bravo a farsi scegliere vince quello che non ci combina una sega.
In Iraq sul canale Al Shaqryia (“L’orientale”) c’è Labour plus materials: si bussa alle case della gente di Bagdad per ricostruire le abitazioni distrutte dai bombardamenti in cambio di rimanere ventiquattr’ore su ventiquattro nella vita degli abitanti della casa. Ali Hanoon, regista del programma dice: “La gente accoglie la troupe con benedizioni, sorrisi e lauti pranzi”. Il programma è assolutamente made in Iraq: l’ideazione è irachena, la produzione è irachena, il team di ripresa è iracheno. “Vogliamo fare reality show alla nostra maniera. Ci ispiriamo alla situazione di questo paese e, del resto, gli iracheni non hanno bisogno di inventare a tavolino dei giochi per mettere alla prova le loro paure e la loro attitudine alla sopravvivenza” dice Majeed Samarrae, dello staff del programma. Il regista, a proposito di una delle case prescelte per la ricostruzione, dichiara di averla dovuta sostituire, perché il proprietario voleva la porta blindata e ornamenti all’“occidentale”.
Boia, mi viene nostalgie delle bugie, delle cazzate, di Guerre Stellari e Goldrake, de La guerra dei Mondi, di Rascel, Franco e Ciccio, di Braccobaldo e Jena Plissken.
In effetti uno si fa un culo così a inventare le peggio cose, ma la realtà e la gente vera (quando è vera) è oltre ogni invenzione, oltre ogni fantasia.
Anche Io Doppio è un reality show, l’abbiamo già detto. Perché la gente comunque è bella. È come la realtà: oltre ogni invenzione.
La Corrida di Corrado, ad esempio, era il più grande reality.
Il Karaoke di Fiorello? Uno dei reality di maggiore successo.
Prodotti di un certo livello televisivo.
Vittorio De Sica è un regista del new reality italiano.
Truffaut prendeva la realtà. E Pasolini?
La verità è che realtà è interessante.
La verità, come la realtà, si contraddice.
Quando a descriverla è un artista diventa opera, sogno, cinema, vita.
Ma quando a descriverla è una mezza sega o una mignottella, può fare anche caà.
Dunque, io, lontano al realismo di Jerry Springer (quello delle domande imbarazzanti, torte in ghigna, insulti e botte), e, spero, più vicino all’eleganza che ho cercato di apprendere da Romano Battaglia, ho intervistato alla Versiliana Aldo Montano (La Fattoria), Guido Genovesi (il vero vincitore del GF4: dopo di lui hanno omologato tutto, tutti modelli Dolce e Gabbana, tutti ammodino, tutti lontano da dire moccoli, bestemmie o troppe parolacce), Cristiano Militello (la parte più vera di Striscia la notizia: una trasmissione che vorrebbe trovare le gabole e gli errori di tutti e che a forza di essere così perfettina ha un po’ rotto i coglioni) e Solange (partecipante della Fattoria e conoscitore, da buon sensitivo, anche di un’altra realtà).
Li ho posti di fronte ai reality.
“Questo mondo è solo un canovaccio per le nostre fantasie” diceva Henry David Thoreau.
“Che cos’è la verità?” chiedeva Pilato a Gesù (Giovanni 18, 37-38).
Questa è la loro risposta.
di Paolo Ruffini
