I reality: tutto vero?
Montano, Solange, Guido, Militello
Paolo: Parliamo di reality. E la prima domanda che vorrei lanciare è una domanda anche importante perché rischia di essere anche un po' "marzullesca". Ma nel reality è tutto reale, in effetti?
Aldo Montano: Nel mio sì; era totalmente vero, io pensavo di andar lì e fare un po' finta di niente, imboscarmi, ma ti fanno lavorare... e non mangi.
P: Ti fanno zappà la terra...
AM: Sì. Io ho visto il campo e mi hanno detto che bisognava zapparlo tutto, e ho pensato "facciamo due buchette e poi ce ne andiamo via", invece tutta la mattinata, il giorno dopo e quello dopo ancora... E in più avevo gli allenamenti. È stato reale tutto... un disastro!
P: È 'na mazzata.
AM: Sì, una mazzata.
P: Ma secondo te questo genere, che sta andando di moda ora, già da qualche anno... perché c'è questo tipo di immedesimazione del pubblico, che riconosce come reale quello che vede in tv?
AM: Beh... sennò non si chiamerebbe così. Credo che vedere il personaggio che fatica sia la cosa più esaltante per il pubblico. In nessun reality si sta bene; siamo d'accordo su questo,vero?!?
P: Ecco. Questa è una cosa che mi garba e interessa parecchio... Come mai?
AM: Non ci sono reality dove sei beato... devi soffrire! E alla gente vedere la sofferenza piace!
P: Quindi alla gente piace vedere patire...
AM: Da morire... Sono convinto di sì.
P: Davvero?
AM: Anche perché, se ci fai caso, si ricorda le scene più sofferenti e non quelle tutte belle, divertenti...
Cristiano Militello: A settembre parte La miniera su Italia 1, a dicembre la catena di montaggio alla Saint Gobain, c'è anche Cassa integrazione alla Solvay in primavera.
P: Anche tu, Solange, hai partecipato alla Fattoria. È vera questa cosa, che si pativa?
Solange: La Fattoria di quest'anno è una passeggiata,tutti truccati... Io stavo con i maiali, ed era bello, bellissimo. Erano le uniche persone, diciamo persone tra virgolette, con cui si poteva parlare, anche perché dicevano delle perle di saggezza.
CM: Le famose perle ai porci...
S: No, devo dire che è stato bello finché non è subentrata la cattiveria... perché... mi conoscono tutti, ho il fondotinta sul viso ma l'animo pulito; io quello che penso dico e quello che dico penso. Purtroppo era diventata una guerra pazzesca all'inquadratura più ravvicinata... e dopo 15 giorni proprio non resistevo più. È stato bello finché potevo assaporare una mia realtà, capire chi ero davvero. Lì si lavorava davvero, si soffriva davvero, si mangiava poco e quel poco si doveva sudarlo. Quando poi è subentrato il discorso fantomatico dell'apparire, perché tanto non prendiamoci in giro: tutti fanno finta di non voler esserci ma in realtà tutti hanno voglia di esserci. Quando parlo con dei miei compagni di viaggio ripetono sempre "odio essere fotografato!" e poi vanno in giro e se non vengono riconosciuti al supermercato si tagliano le vene. Ma ben vengano i fotografi! Sono esibizionista, lo dico, mi fa piacere. Sono esibizionista al massimo, vivo di questo e mi fa piacere quando la gente mi riconosce per la strada e mi fotografa... Giusto?
P: Ha ragione, il suo lavoro è questo. Mi incuriosiva questo aspetto: parlando, andando al mercato, a giro, si sente dire molto spesso "le costruzioni, i reality a volte sono costruiti, c'è una costruzione dietro". In realtà, senza entrare troppo nel profondo, troppo nel filosofico, però la cosa ganza del reality è che il reality è vero, quindi il concetto di realtà e il concetto di verità molto spesso corrispondono. E io, non a caso, ho invitato anche un personaggio che ha pagato questo tipo di verità, proprio perché lui è stato vero a tal punto che, insomma, si è lasciato scappare qualche parola di troppo, indubbiamente sbagliata. Ora non voglio stare qui a moralizzare, però lui ha pagato proprio questa verità e, a differenza magari di tanti altri personaggi che si vedono nei reality, insomma, un bel fio non è, ora, nulla senza levarti, però è una persona veramente... io quando l'ho visto, ho visto Guido al Grande Fratello 4, ho detto...
Guido Genovesi:Ti sei innamorato..
P: Non mi sono innamorato però, dico che è veramente uno qualunque. Quest'anno mi sono sembrati tutti su un livello molto standard, molto più pacati, forse per colpa tua, anche...
GG: Può darsi. Io, in realtà,come ormai d.. dico (innanzitutto ti ringrazio per avermi messo qui davanti al satellite che prendo bene, e si sente). Io l'unica volta che dovevo ta...tartagliare non ho tartagliato, perché mi sarebbero bastati 2 o 3 secondi dopo e.. e.. ero sempre lì... lì... dentro. Io però non sono tanto... è tuttooo vero, però allora c'è qualcosa che non torna se è tuuutto vero, perché se io che, diciamo, avessi incarnato alla regola quello che dovrebbe essere lo spirito deeel reality, perché purtroppo questo eccesso di spontaneità si è rivelata poi... croce e deelizia, anche per ce...certi versi... [momento di crisi]
P: Butto un po' di carbone, scusate...
GG: Non prendo bene, e mi devo spostà, c'è il satellite che è... E quindi, paradossalmente, m'hanno buttato fuori.
P: La bestemmia che hai tirato te, a Mediaset ha causato diversi problemi?
GG: Mah! Ha causato taaa...nti problemi.
P: Tipo?
GG: Addirittura interrogazioni parla...parlamentari. E poi, sai, il Grande Fratello aveva i fucili puntati contro da parte dei vari co...coomitati; quindi, diciamo, è stata un po' la goccia che ha fatto traboccare un vaso che era già colmo. Si sono scaaatenati tutti e c'è stata anche, secondo me, un'eccessiva strumentaaaliizzaaa..strumentalizzazione. Però, in effetti, io...
P: Strumentalizzazione era un po' lunga come parola...
GG: Io ho causato sì diversi proooblemi, anche perché lì te lo dicono prima: l'unica cosa per cui puoi essere espulso è la be... besteee...
P: La bestemmmia!
GG: Solo che io avevo fatto 3 tuguri di fila, avevo la febbre, miii sentivo male; se a casa mia la mi' moglie m'accendesse il condizionatore a -10°, poi ci sta che tu la pigli male, no?!? Quindi è stato, diciamo, un eccesso di spontaneità, tanto che io non me ne accorsi neeemmeno. Poi, apro una parentesi, io non sono nemmeno un... un... un... bestemmiatore, capito?
P: Ho visto prima, nel ghiaino, sei inciampato, ed è cascata la Madonna... Ora non vorrei...
GG: M'ha... m'ha... m'hai messo il fermo prima di entrà qui, come ai motorini...
P: No,perché te hai detto “Paolino va bene se faccio rivedè la scena per cui m'hanno detto...” E io ti ho risposto di lasciar stare.
GG: E quindi, c'è stata questa cosa; però io non me ne accorsi neeenemmeno da tanto mi ero immedesimato nel reality. Ti vorrei raccontare un aneddoto. Quando finì il Grande Fratello, ci fu una cena di tutti gli addetti ai lavori, cameraman, registi, quelli che veramente osservavano dal budello lì dentro, questo budello che si snoda, che veramente...
P: No, scusa. Io ora non vorrei entrare... Questo budello che si snoda?
GG: Allora, per bu... budello si intende quel cordone che corre un po' intorno alla casa, dove si muovono dentro gli oo.. .operatori. Loro mi dissero: “Guido, noi s'aveva difficoltà a riprenderti”. Io feci: “Ma perché?” “Ma perché voltavi le spalle sempre alla teeelecamera”. Io, poi, una spiegazione ce l'avevo: perché mi voltavo sempre per arieggiare su Jonathan. Quindi c'è anche una spiegazione, capito?
P: Intestinale?
GG: Intestinale. Però io chiesi di approfondire questo discorso e loro mi spiegarono che dentro la casa ci sono delle scie diciamo invisibili, dei taciti accordi fra inquilini e telecamere, per cui c'è chi segue più la scia ed è, diciamo, meno reale, e chi invece se ne frega.
CM: Seguire la sua, di scia, era facile!
P:Indubbiamente. Militello,per esempio: tu vai negli stadi. Mi garba molto perché introduci, te l'ho già detto una volta per telefono, questo elemento "normale" dei tifosi, soprattutto degli anziani, perché non si pensa mai che allo stadio ci vanno anche tante persone, magari anche più in su con l'età, e te fai dei servizi meravigliosi.
CM: Gente anche defunta, che non lo sa che è lì da 20 giorni...
P: Però, mi dicevi, che hai avuto qualche difficoltà, a volte, a far passare questa cosa?
CM: Il primo anno lo striscione era la novità, quindi c'era proprio una ricerca di striscioni, striscioni e striscioni. Invece, poi, piano piano, a pillole, abbiamo dato anche queste cose proprio di gente, di microfono sotto il naso delle persone, settore nel quale anche tu ti diletti e operi alla grande. E quindi poi sono piaciuti anche questi siparietti.
P: Ce l'hai un aneddoto da raccontarci,qualcosina?
CM: Io ho passato gli anni a prendere un po' in giro, con delle domande un po' tendenziose, tifosi di tutta Italia. Andavo, specialmente in questo periodo che c'era il calcio mercato: "-Allora, ha visto, la Fiorentina ha preso Phil Collins, lei cosa ne pensa? -Mah, a me mi starebbe bene, sì sì". Di tutto; abbiamo venduto Nick Carter, abbiamo venduto i Beatles come terzino scozzese.
P: Noooo...
CM: Sì, sì. Io sono andato a San Remo due anni fa, a chiedere: "-Le è piaciuta la canzone di Modugno? -Sì, bella!". Cioè, gente oramai trapassata. La gente, pur di non farsi trovare impreparata, ti risponde qualsiasi cosa, e sono cose meravigliose, perché la comicità involontaria poi è quella che supera...
P:T'ho copiato anch'io a Matinée, tra l'altro, 3 giorni fa.
CM: Ma nessuno copia...
P: Ho detto che il Montevarchi andava contro il Brasile... È bellissimo.
CM: La gente t'avrà detto "Si, ci ho scommesso!".
P: La famosa finale "Peccato l'Argentina diobono ha perso anche col Santa Croce sull'Arno". Si, è vero: quando uno vede una telecamera si mette un poino in soggezione. Io potrei raccontarti la mia esperienza, che è breve quanto la sua, nel senso, non che stai parlando tanto, Guido, sei meraviglioso quando parli. È il famoso discorso quando dici "Fai una telefonata", lui dice "Scusami, hai mi'a un'ora di tempo che ciò da parlarti 5 minuti?"
CM: Sì, infatti quando c'era il telefono a scatti era rovinato.
GG: Allora ti devo raccontà un aneddoto, bello, della presidentessa dei balbuzienti italiani, che mi chiamò per invitarmi a Roma a un convegno. Io pensavo che fosse uno scherzo, però lo vedevo che ci s'impegnava, e mi dispiaceva contraaaaddirla. Ciavevo da fa' la doccia, io misi il vivavoce, entrai nella doccia che lei mi disse: "Vieni alla coooon....", uscii dalla doccia: "...ferenza". E io dissi: "Guarda, e ti ringrazio ma mi tocca prende 3 mee... mesi di ferie se fai una conferenza!".
P: Aldo,una domanda che ti volevo fare... allora... io quando mi vedevo al cinema e in televisione, mi stupivo perché dicevo:"cavolo, è quasi più reale la mia immagine al cinema e in televisione", perché è una 'osa che ho già vissuto, so di esserci stato, mi vedo... e quindi ci sono anche cose che, a volte, cadono nella paranoia. Tu adesso hai un momento in cui la tua vita privata è stata messa, da tempo, sui giornali. Ecco, questa cosa come te la fa vivere la tua stessa vita privata?
AM: Mah, Paolo, te mi conosci. Lo sai che la mia vita privata è la solita di prima. Sto a Roma da 6 anni, quando posso torno a casa e gli amici sono i soliti, i posti che frequentiamo sono gli stessi e la famiglia è quella. Io spacco molto su questo piano, la mia vita privata è la solita, c'è un po' più d'invadenza dei media, della televisione, però sarei un ipocrita a dire che mi dà fastidio...
P: Sei d'accordo con Solange?
AM: Sì. Fa comodo... Anche perché vengo da uno sport in cui non c'è grande business, non c'è grande giro di soldi...
P: Guardavo oggi un servizio su RaiDue che diceva che adesso sono i vip che cercano i fotografi. Vi faccio una riflessione che mi è venuta una volta in mente. Se io incontrassi Robert De Niro e stesse con me un anno, può darsi che Robert De Niro alla fine potrebbe essere più me di quanto lo sono io. Ti dico una cosa ancora più marzullesca. In effetti la telecamera un po' ti cambia; come si fa a riuscire a mantenersi?
GG: Questo discorso è vero, però, più che il reality va avanti, cioè più che si crea una tradizione, più chi entra dentro, in un certo senso, vive di rendita. Cioè, io sono stato anche un caso un po' anomalo, perché no... non avevo mai visto neanche un secondo di GF e mi rendevo conto che chi era con me viveva un po' di rendita, di paragoni "Stai attento a fa' questo, stai attento a non fa' questo..."
P: Aldo, ti giro la domanda. Come la vedi questa cosa di essere se stessi davanti alle telecamere?
AM: Io mi ricordavo là dentro tutte le telecamere... tutte le posizioni, e le sentivi quando arrivavano sopra la testa. E quindi è molto molto difficile, lo vedi che sei in un reality e non puoi essere totalmente te stesso... non puoi, ti devi frenare!
S: Non prendiamoci in giro. Lì si diventa tutti un po' attori; sai benissimo che c'è quest'occhio 24 ore non-stop e non ti abitui mai.. C'è la voglia di apparire nel migliore dei modi. Parliamoci chiaro: uno va ad un reality o perché ha bisogno di un rilancio o perché ha bisogno di questo grande esibizionismo che lo può portare a guadagnare dei soldi in più. Sennò uno se lo guarda da casa sua, dalla sua poltrona, si guarda un altro reality. Io ci sono andato molto volentieri perché era un periodo di stanca, in cui le cose non andavano benissimo artisticamente, e avevo voglia di farmi vedere.
P: Solange è sincero.
S: Non ci dimentichiamo che siamo davanti ad una telecamera e siamo comunque condizionati. Non sei da solo, nella cameretta tua, solo con te stesso, ma davanti a tantissima gente. Cerchi di dare il meglio e quindi automaticamente reciti un po'...
P: Ognuno ha le sue motivazioni… per esempio Guido?
GG: Io alla mi' moglie dissi “Vado a fare i provini per il GF”, lei mi disse “No,un ciandà”, “Ma perché? perché io con quel mondo lì un c'entro nulla?” “No, perché se ci vai, ti pigliano!”
P: Qualche striscione volante che, secondo te Militello, rappresenta il reality italiano, la realtà allo stadio?
CM: Si pensi a quel genio della Fiorentina che, in una partita contro il Como, scrisse “Voi comaschi noi con le femmine”, rilanciato anni dopo in versione labronica. Oppure Livorno-Juventus,i livornesi: “Alex vieni qui, ti s'appoggia noi l'uccello sulla spalla”. Visto che c'è anche qui un derby in atto Pisa- Livorno, perché io e Guido siamo pisani, e ciavete messo qui accanto, come i panda in via d'estinzione... beh, c'è una scritta a Livorno, e l'hanno scritta col sangue perché è 25 anni che è lì, e anche col salmastro 'un va via, che dice “Sei un pisano, te ne rendi conto?”. A Pisa abbiamo risposto con uno striscione che recita “Sapete perché i livornesi non hanno l'AIDS? perché anche i virus hanno una loro dignità”.
P: Cattiva questa...
CM: Lo striscione è una forma di comunicazione estremamente contemporanea e reale, e a volte prende spunto anche dai fatti di cronaca. Derby Livorno-Pisa 2000/01: il giovedì avanti la partita, Monsignor Ablondi, arcivescovo di Livorno, mise sotto una donnina, con la macchina, uccidendola, l'ammazzò sulle strisce. La domenica arrivano i pisani allo stadio, i livornesi srotolano lo striscione “Vescovo... stiacciali tutti!” Ora, io mi domando e dico, dove potremmo arrivare?
P: Ma i livornesi si sa che son così. D'altronde anche noi dobbiamo andare all'aeroporto di Pisa e so che i voli sono difficoltosi, perché uno deve fare New York-Pisa, Pisa-Merda, Merda-Livorno; son diversi scali, non è facile neanche per noi... Invece Militello, tu ora dovestai? A Chianciano Terme.
(Militello si aggiusta il microfono)
CM: Poi a volte il nome aiuta. Al tifoso del Milan che arriva a San Siro con lo striscione "Senza Kakà sto male", non puoi dare torto.
P: La cosa bella della realtà è che stimola la fantasia. Mi colpiva questo libro di Guido “Chissà cosa succede a Gavorone”. Gavorone è reale?
GH: Gavorone non c'entra niente perché questo libro è ambientato in Versilia.
P: Militello, tu hai anche una laurea in scienze politiche; chi fa il comico dovrebbe dire che è laureato, è un incentivo anche per i giovani a studiare un po' di più. Io parlo come se ciavessi 93 anni… comunque la cultura alle spalle si vede, quando si fanno certe cose...
M: Anche Guido è laureato.
P: Appunto, Guido ha quasi 2 lauree.
GG: La seconda non me l'hanno data perché hanno detto "Se a lau... laurearsi si diventa così, è bene fermarsi."
P: Senti Aldo, ma lo sport... almeno quello, è reale... diciamo la verità.
AM: Quello è assolutamente reale perché vai avanti con le tue capacità e la tua forza. Non c'è nessuno che ti deve dare una mano, che ti deve spingere; quindi, se sei forte vinci e vai avanti, e se perdi te ne vai a casa.
P: È per questo che è un mondo che ti garba un bel po' di più...
AM: È il mio mondo, è quello per cui ho dato 25 anni della mia vita, per cui ho sudato, per cui ho gioito e pianto. Quindi quella è la mia vita reale, quest'altra è il contorno che poi fa bene, che ti apre le porte per il futuro. Non so quindi quando diventerò grande cosa andrò a fare... è una porta in più che lascio aperta.
P: Questo è molto bello, perché Aldo ha un monte di possibilità e devo dire che questa sua fedeltà allo sport, e questa sua -secondo me- umiltà lo premia... io sono livornese e ci si riconosce sempre... ma si riconosce che ha una sua autenticità.
AM: Grazie... ho ancora da dare tanti anni allo sport, e all'Italia credo, quindi ho ancora le prossime Olimpiadi... Le mie forze sono tutte concentrate in questo.
P: Speriamo... speriamo... 'un diciamo nulla.
GG: A me viene in mente quel... quella barzelletta di quello che va dal mago, suona il campanello: “Chi è?” “Ahò! Si comincia bene!”
P: A me, invece, mentre parlavano di maghi, è venuto in mente che Militello è Harry Potter senza occhiali.
CM: Mi sono fatto anche i capelli “a omino”. Mi ricordo che quando andavo dal barbiere c'era il taglio o all'”umberta”, che era un taglio schifoso, a spazzola o a “omino”, che era uguale. “Come li vuoi? All'umberta o a omino?”
P: Militello, te vieni da Aria Fresca fondamentalmente, da questa scuola toscana.
CM: Un po' come lui (Guido).
P: Scusate (ride), ma le battute sulle scurregge mi fanno ridere; non si possono dire... Scusa Massimiliano. Volevo chiedere: Zelig ormai è diventato un sintomo di reality forte. Tutti questi comici che ci sono a Zelig, Zelig Off, Colorado Cafè, Comedy Lab su MTV. Questa voglia di fare il comico prendendo dalla realtà gli elementi per far ridere, che lo facevano da... cioè non è che si stia scoprendo nulla, come mai c'è questo dilagare, anche troppo secondo te forse?
CM: Secondo me sì. Il gruppo nostro, Vernice Fresca prima e Aria Fresca dopo, ha preso la residenza e anche un po' il diploma qui in Versilia. Io ero il più piccolo, l'ultima ruota del carro, gli altri son diventati big proprio partendo da qui, dalla Versilia. In effetti c'è un profluvio di trasmissioni comiche e forse c'è anche un abbassamento della qualità. Si ritiene che chiunque sia in grado di strappare una risata sia subito catapultato. Scusate (suoneria atroce).
P: L'inno d'Italia del fotografo in prima in fila..
CM: Tra l'altro, su un Eurostar una signora, si partì da Milano, come suoneria c'aveva l'Aida, ha risposto a Modena! Ce la fece sentì tutta...
P: Io mi ricordo che a Aria Fresca facevi delle cose, “1 2 3 veleno”... Ce l'hai qualche veleno da tirarci?
CM: Qui? Come no! Si, hai voglia!
P: Ti devi alzare?
CM: Ma, guarda, io ciò delle cose... no, non mi devo alzare...
P: Sei già in piedi?
CM: Son già in piedi, meno male ve ne siete accorti. Non lo so, un veleno un po' trasversale... -questa cosa sarà accolta, potrei già candidarmi assessore- i vigili urbani. Ecco, io sogno di morire facendomi esplodere come kamikaze in un deposito di autovelox. Sogno, diciamo, di morire così. Un piccolo aneddoto: stamattina, noi siamo venuti qui a provare l'impianto, siamo andati a fare colazione a Forte Dei Marmi, abbiamo messo la macchina sul marciapiede - quello che è giusto è giusto - però tempo di 2 minuti, cappuccino e brioche. Ho fatto il vago, sento bussare al finestrino, tiro giù, la vigilessa: “Dica.” “Dica lei!” “Dico che son trentacinque euro.” “Quanti?” “Trentacinque euro” “Mah, per me va bene, dai, monta, andiamo”. E mi volevano portare in questura, sicché poi le ho spiegato... Romano Battaglia... La Versiliana.. Allora m'hanno mandato via. Ad Aria Fresca un bel “1 2 3 pum! Veleno” sui vigili urbani...
P: Questa è proprio fresca fresca...
CM: Beh, devo dire poi nei miei spettacoli mi scaglio contro i reality, contro le fiction. Ad esempio la mi' mamma, che è un po' il termometro, è una fissata con le fiction, lei guardava tutte quelle sui medici, Valeria medico legale, La dottoressa Giò, E.R., General Hospital, Un medico in famiglia e, a casa mia, invece di pagà il canone, si pagava il ticket per vedè la televisione. E poi, finalmente, le ho dato una soddisfazione: in autunno finalmente uscirà una fiction di cui io sono coprotagonista insieme a Mascia del Grande Fratello. La fiction si chiama La guerra di Troia, io faccio il guerriero... e le parti principali erano quelle due lì; così la m' mamma è contenta.
P: Te, invece, Aldo, alla Fattoria com'è andata? Abbiamo visto un sacco di dinamiche... Raccontaci un po'...
AM: Cosa vuoi sapere?
P: Il canino dov'è, prima di tutto?
AM: Il cane ce l'ho io a Roma e fa su e giù peggio di me, Livorno-Roma, Roma-Livorno.
MAURO (dal pubblico): Innanzitutto voglio salutà Guido perché è un mio concittadino, un mio amico. Poi bravo anche te perché sono un appassionato del cinema di genere e sei un grande,s ei bravo...
P: Ti ringrazio.
MAURO: Volevo fare una domanda ad Aldo. Hai detto che nei reality è tutto vero,no? E, a volte, delle persone fanno i reality per essere rilanciate. Volevo sapere se era vero o se era una montatura pubblicitaria il fatto che la Ricciarelli ti guardava dentro le mutande...
P: Ecco cosa volevo sapere!
AM: No, me ne sarei accorto; che mi aiutava nel lavare le mutande forse sì, ma non mi ci guardava, quello assolutamente no!
CM: Quella era un'altra trasmissione: 8 millimetri.
P: Però anch'io avevo saputo di questa simpatia.
AM: Quella c'era, perché poi leghi con le persone ed è normale. Ora non so l'esperienza degli altri, però su 10-12 persone trovi affinità con qualcuno...
P: Con chi andavi d'accordo particolarmente?
AM: Con Leopoldo [Mastelloni], Katia e Pamela [Petrarolo].
P: Invece difficoltà con qualcuno?
AM: Non ho mai avuto grosse difficoltà con nessuno, forse perché l'ho vissuta in modo diverso dagli altri: avevo 3 ore di allenamento col mio allenatore e col mio preparatore atletico. Quindi riuscivo, bene o male, a staccare.
P: Ti ha aiutato, hai portato un po' della tua realtà nell'altra.
AM: Forse se avessi vissuto 24 ore su 24 in mezzo a 12 persone, avrei litigato con qualcuno.
P: Chi erano i tuoi compagni, Solange?
S: C'era la Rettore, Roberto Da Crema...
P: Che ha fatto la stessa fine di Guido.
S: Però non capisco perché Guido, che è una persona deliziosa, lo hanno tagliato fuori per una bestemmina, mentre gli altri continuano a fare televisione. Non è giusto,vero?
P: Possiamo dirlo, Guido avrebbe vinto, perché lui è veramente forte, perché è una di quelle persone che sono un connubio di simpatia e intelligenza. Ha un'intelligenza che, a differenza di tanti altri in televisione, non ostenta mai. Quando io ho saputo che è laureato... A parte che non ci credo ancora, voglio vedere i diplomi.
GG: 110 e lode. Media del 30.
P: Ho letto anche un'opera teatrale che ha scritto, che è bellissima, bellissima. Speriamo di vederla qualche volta.
GG: Guarda che se m'emoziono poi mi sente la pancia...
SIGNORA (dal pubblico):Mi chiamo Eva, vengo da Firenze. Volevo chiedere a Diego...
P: Della Valle?
SIGNORA: Probabilmente, visti i tempi.. Scusate, Guido... Quanto delle simpatie che abbiamo potuto vedere noi telespettatori nel programma si sono mantenute poi, al di là del reality, nella vita normale? Questa grossa simpatia di Guido, mi scuso per il lapsus di prima, con Jonathan, ha avuto poi un seguito?
GG: È una domanda intelligente. Inizialmente sì, però quello che ho notato è che, una volta fuori, ritorni alla realtà e ti sembra veeeeramente di aver vissuto in una di... dimensione paaa... rallela. Magari con persone con cui dentro avevo legato meno, mi sono accorto fuori che c'era un'empatia che è nata subito dopo. Invece, con persone con cui dentro ciavevi legato di più, magari fuori non erano come erano dentro. Ma questa, secondo me, è una regola: quando sei dentro devi fare di necessità virtù, e magari, a volte, aa... alieni un po' te stesso. Non so se sono stato esaustivo.
CM: La signora in seconda fila ha una media applausi terrificante. Scusi signora, io domani io sono a La Spezia a fare una serata, se la passo a prende, può venì con me?
RAGAZZA (dal pubblico): Vi è mai capitato di trovarvi in situazioni in cui avete avuto paura?
CM: Mi è capitato all'inizio, con le serate di cabaret, magari trovi la serata che non vai molto bene; arriva il padrone del locale e ti dice: “Certo mi aspettavo qualcosa di più.” Capita ora, che ti conoscono e sei popolare, la serata storta,vengono e si scusano loro...
P: È verissimo.
RAGAZZA (dal pubblico): Aldo, per caso ti capita mai di avere un po' di nostalgia per qualche momento che hai vissuto nel reality, anche solo perché eri immerso nella natura, distaccato dai cellulari...
AM: È stata un'esperienza particolare. L'ho vissuta appieno cercando di trarne ogni beneficio. L'ho fatta,l a vita è un'altra, continua e altre cose... Lo ricordo come un bel momento passato. Nostalgia, no.
P: Guardate la parola "realtà" quante cose ispira. Mi è venuto in mente uno dei più grandi artisti della storia del cinema italiano,Vittorio De Sica, che faceva il neorealismo e che stupiva tutto il mondo con la storia di un signore anziano, di un cane al guinzaglio; faceva Umberto D. È come se tutti stavano dando la ricetta del profiterol e lui dava la ricetta del pane. Di una semplicità incredibile, non esiste un film più popolare di quello, eppure è un'opera d'arte, perché credo che l'arte sia una cosa di tutti. E qui si chiude forse un cerchio, tornando anche alla realtà e a quello a cui la realtà può aspirare e forse ispirare per gli artisti.
Si ringrazia la redazione degli incontri del Caffè de "La Versiliana" e Noi Tv.
