Natale a New York
Diario di un giovane attore sorpreso
Par d’essere in un film di Scorsese, o in un action movie con Steven Segal.La prima riflessione che mi viene da fare è che quando noi vediamo un film tipo “Cobra”, “Die Hard – Duri a Morire”, “Mission Impossibile”, ci sembra una cosa lontanissima nel tempo (futuro) e nello spazio (l’America).
Per gli Americani probabilmente, un film d’azione con Bruce Willis è un film neorealista.
La tipica “Americanata” per loro è verismo. In America l’eccesso è quotidiano. È tutto troppo.
È troppo anche la cultura e l’arte (i musei, i cinema, i teatri). È tutto troppo.
Pensavo di trovare una città americana, in realtà è una città del mondo.
Per strada non ci sono persone: ci sono comparse.
Come se un regista dicesse ogni istante: voglio un indiano alto, un cinese muscoloso, un italiano coi baffi, una donna algerina, uno svedese tarchiato. Milioni di caratteri, milioni di aspetti.
Sembra che non possa stupire nulla.
Un giorno per esempio nell’albergo dove stavo io vedo uno che cammina tutto strano, tutto storto. Penso: “Guarda che testa c’ha quello lì, sembra David Lynch”. Era lui. A Venezia l’avevo sfiorato e ora lì, nel mio albergo. L’ho guardato e mi stavano scendendo le lacrime. Lui si è accorto di tutto e mi ha salutato, mi ha sorriso e io l’unica cosa che sono riuscito a dirgli è “Thank you for everything, you are like my father!”. Gli ho dato la mano e mi sono sciolto.
A New York anche l’umanità è troppo. La velocità è troppo.
I tassisti parlano sempre al telefono con l’auricolare e suonano fissi il clacson. Non esistono parcheggi. Ci sono solo Gipponi, Limousine e Taxi.
Taxi a bestia.
Sono stato a respirare l’aria fredda e rarefatta di Ground Zero. Sono andato a vedere la gente pattinare al Rockfeller Center. Mi sono sbombolato di teatri “on and off” Brodway: dal Fantasma dell’Opera al Re Leone, Da Chicago agli Stomp.
Mi sono obnubilato con Times Square e questi cartelli che sembrano fatti per far comprare le cose a Godzilla, Mothra e altri giganti altri 5 metri.
Mi sono stupito e spaesato continuamente, stordito dalle immagini incasinate dai decibel che, come in una di quelle pubblicità al cinema in cui si testa l’audio, mi hanno lasciato folgorato e incantato.
Si sente parlare spesso degli Stati Uniti.
Di quanto sia inetto Bush, di quanto sia deleteria la sua politica. Eppure non pensavo che laggiù lo pigliassero così tanto per il culo. Ora che ci sono state pure le elezioni ho capito. Ci sono magliette in cui gli danno del coglione e magneti per adesivi in cui è raffigurata la sua ghigna a locco con lo sfondo della bomba atomica e la sua dichiarazione “I think war is a dangerous place”. Ripensavo alla mancanza di questo paese di una radicata memoria storica . Poi mi viene in mente chi ha detto “L’America? niente male per essere un errore di navigazione…”. Chissà.
Mangiareun piatto di pasta dopo le 23 sulla quinta è un po’ un casino. Il burro lo mettono anche nei bicchieri d’acqua.
È stata un’esperienza indimenticabile.
Insomma, devo ringraziare di cuore Aurelio De Laurentiis.
Quando mi ha proposto di continuare la collaborazione iniziata l’anno scorso non mi sembrava vero.
Oltre a questo, l’emozione di lavorare di nuovo con un grandissimo regista come Neri Parenti, forse l’unico in Italia a saper costruire una gag visiva. La possibilità che mi ha dato di spaziare e di improvvisare, creando sul set un bellissimo clima.
Vorrei ringraziare Christian De Sica per la sua gentilezza, per avermi voluto bene come un figlio e per avermi dato consigli da vero amico. È davvero un grande Maestro, e mi auguro di aver la fortuna di poter continuare ad imparare da lui; Neri Parenti e i suoi preziosi aiuti; Luigi De Laurentiis per l’organizzazione impeccabile e lo stupendo trattamento (fra l’altro azzeccava sempre le previsioni del tempo); Lilia Cioccarelli per la sua grande disponibilità e per la leggerezza con cui mi ha accompagnato a sottopormi ad anestesia totale per levarmi il dente del giudizio; Margherita Pedranzini, che per un po’ mi ha permesso di ostentare una parentela stretta, visto che mi curava in maniera particolare; Fabio De Luigi, per aver sopportato un terrificante pugno nei coglioni, una decina di strizzate di gote agghiaccianti e uno stordimento dovuto a schiaffone in testa (quando vedrete il film capirete…); Daniele Massaccesi, perché vederlo lavorare come direttore della fotografia mi ha fatto un piacere immenso e perché mi sono immaginato tutto il tempo quanto sarebbe stato orgoglioso il grande Joe D’Amato nel vederlo così bravo, preciso e veloce a ricoprire il difficile e importante ruolo del direttore della fotografia, quello che lui amava di più; Alessandro Siani che secondo me “spaccherà” presto sui nostri schermi; Claudio Bisio, con il quale mi posso pregiare di aver vinto la gara degli “EH? Puppa!”; Massimo Ghini che mi ha introdotto la leggenda Franchino Schipani; Brunella che mi ha vestito e sopportato; Maurizio, Cardella, Luca Montanari, Manlio e tutta la “famiglia”.
Infine un grazie speciale a Claudia, la mia fidanzata, senza la quale non sarei riuscito a fare questo film.
Spero che anche quest’anno possa trionfare, soprattutto in Toscana: le citazioni e i modi di dire che ho improvvisato potrebbero risultare davvero esilaranti.
Spero che i giornalisti non parlino come ogni anno della volgarità, delle parolacce perché hanno veramente rotto il cazzo. Possibile che nel 2006 con tutto quello che sta succedendo in Iraq e in Cecenia, con Bush e Saddam al telegiornale, con un ragazzo di 16 anni che da una coltellata a uno di 14 per gelosia, con la Camorra e la Mafia che dilaga, ci si chiede ancora quante volte si dice “merda” e quante volte “Vaffanculo”?
Capirete, che il tema della volgarità ci è particolarmente caro e credo, dopo aver parteciparo a una film comico sono ancora più convinto, che laddove c’è bonta non ci può essere nulla di volgare.
Queste pellicole fanno ridere milioni di persone e, soprattutto, fanno bene!
Ridere fa bene alla salute!
In più ci sarà qualcuno che attribuirà al film un valore particolare.
C’è chi si ricorderà del Natale 2006 come quello in cui “s’è fatto il cenone dalla suocera, invece che dalla cognata” come “quello in cui mi hanno regalato l’i – pod e poi sono andato al cinema a vedere Natale a New York”. È una tradizione familiare: semplice e buona.
Insomma, mi sono lasciato andare a questo racconto diaristico-umorale. Vi ho raccontato tante emozioni ma non vi ho parlato della storia, non ho avanzato nessuna critica …Bè, insomma, io credo che sia uno dei più divertenti. Il Cast è fortissimo, le new entry attoriali sono interessantissime e il film è una risata continua: è un film comico vero, piacevolissimo.
Però sarebbe un po’ troppo facile parlar bene adesso di una pellicola in cui recito anch’io su una rivista di cui sono Direttore Editoriale. Mi sembra più carino proporvi qualche stralcio di una recensione che fu inserita in un vecchio, introvabile libro che scrissi 5 anni fa, intitolato “Cosa vuol dire Prisse?” (Clara Schumann editore): parlavo di “Merry Christmas” (uno dei migliori della serie). Mandai questa critica unita a sperticate lodi per il suo operato a Neri Parenti. Dopo poco mi chiamò e il “Nido del Cuculo” organizzò una serata al cinema 4 Mori intitolata “Parenti al Cinema”. Era l’aprile del 2002. Con lui venne anche Fausto Brizzi, futuro regista di “Notte prima degli esami” e sceneggiatore da “Tifosi” in poi di tutti i film di Natale. Spero che questo ripescaggio vi possa far capire la passione e la soddisfazione con cui ho lavorato a “Natale a New York”.
Merry Christmas
Di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Massimo Boldi, Enzo salvi, Biagio Izzo, I Fichi D’India. Dist: Filmauro. 102 minuti. 4 Mori.
Di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Massimo Boldi, Enzo salvi, Biagio Izzo, I Fichi D’India. Dist: Filmauro. 102 minuti. 4 Mori.
Al di là di qualsiasi ipocrisia. Al di là di qualsiasi codice di intelligibilità. Molto meno circoscritto anche nel cinema comico. Non solo volgare, non solo triviale, non solo goliardico, non solo cinema, ma solo al cinema.
Non è neanche tv al contrario di quanto sostiene la maggioranza di dotti critici (mi riferisco in particolare ad Alberto Crespi di “Film tv”), è cinema ai tempi della tv ma radicato nel cinema. Sicuramente più come entità, che come spirito ma pur sempre cinema. È un film che va gustato col pop corn, fra le risate della gente, con la giacca sulle ginocchia perché al centro di una fila piena. È cinema spudoratamente natalizio che non potrebbe essere collocato in nessun altra parte dell’anno […] grazie ad una produzione attenta alle esigenze di un pubblico da tredicesima, di chi va al cinema una volta l’anno, di chi è disposto a risparmiare 7 mila lire nel regalo del cognato ma investirne 14 sul divertimento. Un divertimento evidentemente appagato e fortemente esaustivo a giudicare dall’incasso straordinario di questo “Merry Christmas” che si avvia sulla soglia dei 24 miliardi in due settimane. Già uno dei più alti incassi per questo tipo di film. Ultima propaggine di un indirizzo di cinema di genere a cui non risponde più nessun regista o produttore, tutti euro – convertiti e “impegnati” nella fiction televisiva.
Forse “Vacanze di Natale 2001” suonava male e si è preferito per un titolo ancora più semplice, ancora più circoscrivibile, immediatissimo.
La forza di queste produzioni è nell’onestà.
Aurelio De Laurentiis è il miglior produttore italiano. Ha un controllo totale sul film ed è l’unico che riesce a sprovincializzarsi, al contrario di quello che pensano gli “esperti”, e con coscienza americana ed internazionale (sicuramente dovuta anche all’esperienza della sua prestigiosa famiglia), confeziona prodotti ad hoc per il suo Paese.
Nel rapporto chiaro, trasparente che instaura con lo spettatore (straordinaria la comunicazione: dal trailer al lancio pubblicitario) piano piano, senza che nessuno se ne accorga, sta per essere alzato anche il livello artistico.
“Merry Christmas” in questo è spudorato. È un film ambizioso. Già dall’inizio prettamente descrittivo, dal gioco della voce fuori campo, dalla connotazione smaccata di ciascun personaggio, dalla capacità di fiondarci direttamente dentro la storia, dagli omaggi cinematografici (dallo slapstick alla sofisticated- comedy, dal “Actually Comics” al demenziale più sfacciato), dalla fotografia più ricercata, da una regia che cura i riflessi comici degli specchi, dall’internazionalità e l’accettazione (come in ogni film americano) di vedere stranieri che parlano la nostra lingua.
Parenti sa valorizzare i talenti e lascia briglia sciolta a un parterre straordinario di attori.
De Sica è formidabile, straordinario. Probabilmente è, insieme al cognato Carlo Verdone, uno dei migliori attori italiani.
Ormai può dire qualsiasi cosa in quel dialetto romanesco sdegnato che la gente ride. Gioca a mangiarsi le parole e ha almeno una scena da antologia: al ristorante giapponese quando dà i consigli sessuali al figlio e snocciola battute sul sushi, sull’aspetto della cameriera e quando si rivolge al proprietario con “a Dragon Bolle !!” è davvero grande.
Boldi: che dire di uno che a sessant’anni si arrampica su un palo da lap dance a culo di fuori e si batte con la mano sulle chiappe? La sua forza è proprio nella sua autoironia, nel non conoscere nemmeno dove stia di casa la serietà, nel fregarsene dei sincronismi in fase di doppiaggio, nelle sue controfigure inadeguate; è forse l’unico attore in Italia (una volta lo era anche Nichetti) che conosce una reale dimensione da cartoon, non a caso talvolta viene associato ad effetti come la scossa elettrica o accelerazioni (come in “Merry Christmas” quando scappa dai delinquenti) tipiche dei comics anni ’30 o di alcuni film di Tex Avery.
Enzo Salvi è il motore comico del film. Simile a De Sica per la capacità di far ridere con qualunque parola ( quando al Grande Magazzino urla Santa Claus), dotato di una notevole mimica facciale, dà il suo meglio proprio quando strilla con un impostazione da coatto romano che nei cinema capitolini fa partire di testa gli spettatori.
Biagio Izzo è un teatrante che ha il compito di indossare gli abiti di un direttore d’albergo di un gay stereotipatissimo. La sua bravura sta proprio nel fornirci un interpretazione esemplare della frociaggine macchiettistica.
I fichi d’India confermano il loro imbarazzo davanti alla macchina da presa, con poche sequenze di interazione con gli altri personaggi, costituendo un nucleo a sé stante. Sono la parte infantile del film, quella più fine a sé stessa, che fa presa sul pubblico dei piccoli e degli affezionati del duo.
La Folliero è l’unica presenza televisiva del film, si concede una pseudo-nudità e tutto sommato ci sta bene.
Voglio concludere con una riflessione: perché pubblico e critica hanno applaudito Ben Stiller con lo sperma sull’orecchio o Cameron Diaz col ciuffo rialzato in “Tutti pazzi per Mary”? Perché accettiamo e facciamo i complimenti per la carica trasgressiva agli Wayans di “Scary Movie” che fanno schizzare una ragazza sul soffitto per un coito eccessivo? Perché certa critica ha premiato un film spudoratamente volgare e scurreggione come “American Pie”? E i doppi sensi delle pallottole spuntate degli Zucker?
La verità è che la volgarità fa parte di un certo codice di comicità ( i Fratelli Marx furono precursori, fra le altre cose, anche di un embrionale forma di turpiloquio, quasi completamente perso grazie alla simpatia edulcorante della censura fascista). Ci sembra atteggiamento bigotto, ipocrita e politicamente discutibile il trattamento che la critica riserva ai nostri film. L’accettazione della volgarità è direttamente proporzionale al Paese di provenienza?
Il pubblico ama questo genere di film, il pubblico ama “i film di genere” e additare queste pellicole, come “film di serie b”, significa bollare un vasto tipo di pubblico come “pubblico di serie B”; ed è una discriminazione nei confronti di chi una volta l’anno ha voglia di andare al cinema con la famiglia o gli amici a trascorrere un bel pomeriggio di Santo Stefano.
Non credo nella veicolazione della volgarità, della maleducazione, della violenza da parte del cinema. Il cinema non può essere diseducativo per definizione. E’ un locale off. Lontano da casa. Per raggiungerlo si deve pagare un biglietto, salire gradini e attraversare tende. Le immagini sono enormi, automaticamente inverosimili.
A casa tutti hanno la tv. Imperversa la parola “real”, “reality” e relative ‘violenze’. Ripenso a Kurtz.
Marlon “Kurtz” Brando in “Apocalyose now” diceva che, dopo avergli fatto sterminare migliaia di persone, i generali punivano i giovani militari per aver scritto “cazzo” sull’ala di un aereo.
Perchè scrivere “cazzo” è osceno.
Scheda del Film:
SINOSSI
Come nella tradizione di tutti i precedenti film di Natale, anche in quest'ultimo abbiamo due storie intersecate che vedono i nostri attori protagonisti delle vacanze e di situazioni comicissime nella magica atmosfera di New York.
Nella prima, si racconta di Filippo Vessato (FABIO DE LUIGI), un giovane chirurgo che per far carriera è costretto a subire le terribili angherie del suo primario, il professor Benci (CLAUDIO BISIO), un vero luminare della scienza medica. Vessato sta per andare a New York per sposarsi, e Benci, nonostante gli abbia concesso solo 4 giorni per il matrimonio, non perde occasione per vessarlo ulteriormente chiedendogli di portare un regalo di Natale al figlio Francesco (FRANCESCO MANDELLI) e al nipote Paolo (PAOLO RUFFINI), che frequentano l’ università nella Grande Mela e sono davvero degli studenti modello ... o almeno così crede il professor Benci …
Arrivato all'università, Vessato scoprirà che in realtà i due sono dei veri fannulloni e subito per lui una nuova terribile emergenza sarà in agguato: l'arrivo di Benci a New York... Stavolta Filippo affronterà avventure nerdiane e feste da ricordare tutta la vita insieme ad un Benci (CLAUDIO BISIO) tutto da scoprire e da ridere.
La seconda storia narra di Lillo (CHRISTIAN DE SICA), ex cantante di pianobar, che ha sposato Milena (FIORENZA MARCHEGIANI), una delle donne più ricche d'Europa. Il contratto matrimoniale prevede che Lillo si impegni a non tradirla mai, pena il divorzio immediato e neanche un soldo di alimenti. Per venti lunghi anni Lillo ha resistito stoicamente alle tentazioni femminili, ma un giorno incontra Barbara (SABRINA FERILLI) ed è subito passione irresistibile. Anche Barbara ha sposato un uomo ricchissimo, Claudio (MASSIMO GHINI) - con analogo contratto matrimoniale - quindi si prefigura come l'amante ideale. Ma Barbara s’innamora di Lillo a tal punto da volerlo sposare cercando di incastrare in ogni modo Claudio con la sua amante Elisabetta (ELISABETTA CANALIS) per poterlo lasciare, conservando almeno metà del patrimonio.
Tra equivoci, sotterfugi e trabocchetti, il povero Lillo cerca di salvare la sua situazione agiata mettendo continuamente in guardia il marito di Barbara, Claudio, e coinvolgendolo nelle sue messe in scena insieme ad un napoletanissimo giovane sognatore squattrinato (ALESSANDRO SIANI) in una grande mela irraggiungibile...
E qui cominciano i guai veri ... che riuniranno tutti i nostri attori - DE SICA, BISIO, DE LUIGI, GHINI, FERILLI, CANALIS, MANDELLI, RUFFINI, SIANI – in un sorprendente finale...con fuochi d'artificio...
CHRISTIAN DE SICA
Christian De Sica è nato il 5 gennaio 1951, figlio del grande Vittorio e di Maria Mercader. Ha conseguito la maturità classica. E’ sposato con Silvia Verdone e ha due figli.
PREMI
Christian De Sica vanta al suo attivo ben 16 Biglietti d’Oro del Cinema Italiano, i riconoscimenti attribuiti annualmente ai film che hanno ottenuto i maggiori incassi. Tra gli altri numerosi premi i più importanti e significativi sono:
Telegatto nel 1973 – David di Donatello nel 1977 e nel 2000 – Grand Prix della Pubblicità nel 1995 - Mezzo Minuto d’Oro nel 1995 - Oscar della Pubblicità nel 1996 – Key Award nel 1996 - Premio del Festival di Valencia 1995 per “Uomini uomini uomini” (regista e protagonista).
CINEMA
1968 Pauline 1880, di J. L. Bertuccelli
1969 Vita di Blaise Pascal, di R. Rossellini
1972 Una breve vacanza, di V. de Sica
1974 La cugina, di A. Lado
1975 Conviene far bene l’amore, di P. Festa Campanile
1976 La madama, di D. Tessari
1976 Bordella, di P. Avati
1977 Giovannino, di P. Nuzzi
1979 An almost perfect love affair, di M. Richtie
1979 Liquirizia, di S. Samperi
1979 Il malato immaginario, di T. Cervi
1980 Mi faccio la barca, di S. Corbucci
1980 Casta e pura, di S. Samperi
1980 Teste di quoio, di G. Capitani
1981 Borotalco, di C. Verdone
1982 Viuuulentemente mia, di C. Vanzina
1982 Sapore di mare, di C. Vanzina
1982 Grog, di F. Laudadio
1982 Flipper, di A. Barzini
1983 Vacanze di Natale, di C. Vanzina
1984 Vacanze in America, di C. Vanzina
1985 Grandi Magazzini, di Castellano e Pipolo
1985 I Pompieri, di N. Parenti
1986 Yuppies, di C. Vanzina
1986 Missione eroica, di G. Capitani
1987 Belli freschi, di E. Oldoini
1987 Montecarlo Gran Casinò, di C. Vanzina
1988 Yuppies 2, di E. Oldoini
1988 Compagni di scuola, di C. Verdone
1988 Night Club, di S. Corbucci
1989 Fratelli d’Italia, di N. Parenti
1990 Vacanze di Natale ’90, di E. Oldoini
1991 Vacanze di Natale ’91, di E. Oldoini
1992 Anni ’90, di E. Oldoini
1993 Anni ’90 parte II, di E. Oldoini
1994 SPQR 2000 e ½ anni fa , di C. Vanzina
1995 Vacanze di Natale ’95, di N. Parenti
1996 A spasso nel tempo, di C. Vanzina
1997 A spasso nel tempo – L’avventura continua, di C. Vanzina
1998 Paparazzi, di N. Parenti
1998 Tifosi, di N. Parenti
1999 Vacanze di Natale 2000, di C. Vanzina
2000 Bodyguards, di N. Parenti
2001 Merry Christmas, di N. Parenti
2002 Natale sul Nilo, di N. Parenti
2003 Natale in India, di N. Parenti
2004 Christmas in love, di N. Parenti
2005 Natale a Miami, di N. Parenti
2006 Natale a New York, di N. Parenti
REGIA
1990 Faccione
1991 Il Conte Max (di e con C. De Sica)
1992 Ricky e Barabba (idem)
1994 Uomini, uomini, uomini (idem)
1996 3 (idem)
1997 Simpatici e antipatici (idem)
2004 The Clan (idem)
TELEVISIONE
1969 Vita di Blaise Pascal, di R. Rossellini
1980 La Medea di Porta Medina, di P. Schivazappa
1981 50 Anni d’amore, di V. Molinari
Lo Zio d’America, di R. Izzo
Attenti a quei tre, di R. Izzo
2006 Lo Zio d’America 2, di R. Izzo
VARIETA’
1973 Alle Sette della Sera, scritto da M. Costanzo, diretto da Francesco Dama
1975 La Compagnia stabile della Canzone, di E. Trapani - conduttore
1978 Bambole non c’è una Lira, di A. Falqui – conduttore
1979 Studio 80, di A. Falqui – conduttore
1980-81 Due come Noi, A come Alice, Cinema che Follia – conduttore di A. Falqui
1982 Sotto le Stelle, di G. Nicotra
MUSICA
1971 Io non so perché mi sto innamorando - singolo
1972 Mondo mio, singolo
1973 Anch’io ho qualcosa da dire - L P
1975 Trenino va – singolo
1976 Laissie – singolo
1993 Solo tre parole - LP
TEATRO
2000-2001 Un Americano a Parigi – Tributo a George Gershwin
2001-2002 Un Americano a Parigi – Tributo a George Gershwin
PUBBLICITA’
2005-2006 Tim
NERI PARENTI
FILMOGRAFIA
Regia e Sceneggiatura
Natale a New York (2006)
Natale a Miami (2005)
Christmas in love (2004)
Natale in India (2003)
Natale sul Nilo (2002)
Merry Christmas (2001)
Bodyguards - Guardie del corpo (2000)
Tifosi (1999)
Cucciolo (1998)
Paparazzi (1998)
Fantozzi - Il ritorno (1996)
Vacanze di Natale 95 (1995)
Nuove comiche, Le (1994)
Fantozzi in paradiso (1993)
Comiche 2, Le (1992)
Infelici e contenti (1992)
Comiche, Le (1990)
Fantozzi alla riscossa (1990)
Fratelli d'Italia (1989) (solo regia)
Donne (1989)
Ho vinto la lotteria di Capodanno (1989)
Casa mia casa mia... (1988)
Fantozzi va in pensione (1988)
Scuola di ladri - seconda parte (1987)
Scuola di ladri (1986)
Fracchia contro Dracula (1985)
Pompieri, I (1985)
Superfantozzi (1985)
Fantozzi subisce ancora (1983)
Sogni mostruosamente proibiti (1983)
Pappa e ciccia (1982)
Fracchia la belva umana (1981)
Fantozzi contro tutti (1980)
John Travolto... da un insolito destino (1979)
AURELIO DE LAURENTIIS
AURELIO DE LAURENTIIS è tra i più importanti produttori del cinema italiano. Fonda nel 1975 con il padre Luigi la FILMAURO nei cui listini, tra produzione e distribuzione, figurano più di 300 film, tra i quali UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO di Mario Monicelli, MACCHERONI di Ettore Scola, IL TESTIMONE DELLO SPOSO di Pupi Avati, IL MOSTRO di Roberto Benigni, MATRIMONI di Cristina Comencini, TACCHI A SPILLO e KIKA di Pedro Almodovar , LEON, QUINTO ELEMENTO e LE GRAND BLEU di Luc Besson, JAMON JAMON di Bigas Luna, IL FIGLIO DELLA PANTERA ROSA di Blake Edwards, VELLUTO BLU e CUORE SELVAGGIO di David Lynch, BARTON FINK di Joel e Ethan Coen, L’ANNO DEL DRAGONE di Michael Cimino, PIRATI e LUNA DI FIELE di Roman Polanski, LA CENA DEI CRETINI, L’APPARENZA INGANNA e STA’ ZITTO NON ROMPERE di Francis Véber, HANNIBAL di Ridley Scott, PER AMORE SOLO PER AMORE, CHE NE SARA’ DI NOI e MANUALE D’AMORE di Giovanni Veronesi, SKY CAPTAIN AND THE WORLD OF TOMORROW dell’esordiente Kerry Conran, CRASH-CONTATTO FISICO di Paul Haggis, Oscar ® 2006 come Miglior Film, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Montaggio e David di Donatello2006 come Miglior Film straniero.
Aurelio De Laurentiis è l’ideatore di cicli di film che si sono rivelati autentici “blockbuster”, classificandosi tra i primi cinque maggiori incassi di ogni anno. Tra questi, il ciclo di AMICI MIEI, e quello della cosiddetta “commedia di Natale”, ai vertici del box office da oltre 25 anni. Sono film che hanno conquistato milioni spettatori al cinema, e successivamente altissimi ascolti televisivi e formidabili risultati in home-video. I più recenti sono NATALE SUL NILO, campione assoluto nel 2002, NATALE IN INDIA e CHRISTMAS IN LOVE, campioni d’incasso 2003 e 2004 e NATALE A MIAMI, in assoluto l’incasso più alto del 2005, superando King-Kong, Harry Potter, Le Cronache di Narnia e Madagascar.
Tra gli ultimi successi anche MANUALE D’AMORE, nella primavera 2005 (David di Donatello a Margherita Buy e Carlo Verdone) e IL MIO MIGLIOR NEMICO, di Carlo Verdone, primo incasso del 2006 (da gennaio a maggio).
Aurelio De Laurentiis non è solo produttore di cinema italiano. Entra infatti nella coproduzione di film francesi (“TAIS TOI – STA’ ZITTO NON ROMPERE” e “LE RIVIÈRES POURPRES 2 – I FIUMI DI PORPORA 2/ GLI ANGELI DELL’APOCALISSE”), coproduce con John Avnet finanziandolo totalmente “SKY CAPTAIN AND THE WORLD OF TOMORROW” (con Gwyneth Paltrow, Jude Law, Angelina Jolie), sta sviluppando progetti internazionali quali “Io uccido” (dal best-seller di Giorgio Faletti), “I Beati Paoli” (dal romanzo di Luigi Natoli), “L’oscura immensità” (dal romanzo di Massimo Carlotto, regia di Davide Ferrario) e “L’impero dei draghi” (dal best seller di Valerio Massimo Manfredi).
La FILMAURO, oltre a finanziare la produzione, si avvale di una propria distribuzione cinematografica e home-video, e di un proprio circuito cinematografico.
Dal 1993 al 2003 Aurelio De Laurentiis è Presidente della Federazione Mondiale dei Produttori (FIAPF) alla quale aderiscono 26 Paesi. Nel 2003 ne diventa Presidente onorario a vita.
Dal 1997 è azionista di Cinecittà Studios. Dall’ottobre 2001 è presidente della UNPF, l’Unione nazionale produttori film dell’Anica.
Nel 2000 riceve il premio del Festival Internazionale del Cinema di Palm Springs per la sua attività di produttore e distributore.
Nel settembre 2002 viene nominato “Officier” dell’Ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica francese. Nel dicembre 2002 gli viene assegnato il Premio Vittorio De Sica per il cinema italiano.
A fine agosto 2003, la tradizionale “power list” del cinema italiano – stilata ogni anno da Ciak e Box Office – mette al primo posto Aurelio De Laurentiis.
Nel febbraio 2005 ottiene il Nastro d’Argento come Miglior Produttore per CHE NE SARA’ DI NOI e TUTTO IN QUELLA NOTTE.
Nel marzo 2005 vince la Grolla d’Oro del Premio Saint Vincent per il Cinema con CHRISTMAS IN LOVE (film italiano di maggior successo nelle sale), CHE NE SARA’ DI NOI (film italiano più noleggiato in home video), FIUMI DI PORPORA 2 (film francese più acquistato in home video in Italia).
Nell’aprile 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina “Grand’Ufficiale della Repubblica”.
A giugno 2005 Aurelio De Laurentiis vince il Ciak d’Oro come Miglior Produttore per MANUALE D’AMORE.
A novembre 2005 la Rassegna sul Cinema Italiano ad Assisi è stata interamente dedicata ad Aurelio De Laurentiis.
A giugno 2006 Aurelio De Laurentiis riceve il Premio speciale della Stampa estera “Globo d’oro 2006” e a luglio il Premio Giffoni al Giffoni Film Festival 2006.
Il 26 agosto 2004 Aurelio De Laurentiis fonda la società NAPOLI SOCCER, con la quale il 10 settembre acquista il Napoli, la storica squadra di calcio. Nella stagione 2005-2006 il NAPOLI SOCCER ha vinto il campionato, passando in serie B.
di Paolo Ruffini
